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Reclutava per l'Isis in carcere: è stato anche detenuto a Secondigliano

Hmidi Saber, tunisino arrestato per terrorismo nel 2014 e nuovamente arrestato (in carcere) con l'accusa di reclutare jihadisti in galera, nel 2016 era nella casa circondariale partenopea

Hmidi Saber, AnsaFoto

È stato detenuto anche nel carcere di Secondigliano. È l'ultimo inquietante particolare che emerge dalla storia di Hmidi Saber, il tunisino arrestato per terrorismo nel 2014 del quale si è ora scoperto reclutasse jihadisti anche in galera.

In un primo momento detenuto a Civitavecchia, venne trasferito a Frosinone e poi nel capoluogo partenopeo. La sua detenzione, prima dell'arrivo a Napoli, era già stata macchiata da una spedizione punitiva organizzata a Civitavecchia e da un'aggressione portata a compimento a Frosinone.

A Secondigliano Saber è stato trasferito per motivi di sicurezza nell'estate del 2015. Lì si è reso responsabile, nel maggio 2016, di una violenta aggressione ai danni di un detenuto nigeriano di fede cristiana. A quel punto è passato a Salerno e nel settembre 2016 a Viterbo e poi a Rebibbia. Sei carceri, e una costante: episodi violenti e tentativi di indottrinamento degli altri detenuti.

Nell'operazione "Black Flag" il 33enne è stato arrestato in carcere. Ritenuto ancora affiliato a Ansar Al-Sharia, organizzazione libica vicina all'Isis, verrà indagato per terrorismo internazionale.

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