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Donna ferita per proteggere figlio e nipote, identificato l'aggressore

L'agguato al Rione Don Guanella di sabato ha un sospettato. Secondo gli inquirenti si tratta di un episodio legato a fatti di delinquenza locale, e non alla faida di Miano

C'è un sospettato per l'agguato al Rione Don Guanella di sabato pomeriggio, in cui la 47enne Amalia Sepe è rimasta ferita per essersi parata davanti a suo figlio Giuseppe Telese, pregiudicato vero obiettivo del raid.

Mentre migliorano le condizioni della donna – che peraltro stringeva tra le braccia il nipotino, rimasto illeso – gli investigatori hanno ricostruito la vicenda. Non si trattava, come pure in un primo momento si era pensato, di un agguato riconducibile alla faida di Miano, ma di un "semplice" regolamento di conti maturato negli ambienti della delinquenza del posto.

La polizia pare sia sulle tracce dell'uomo che ha premuto il grilletto. L'ipotesi è che alla base dell'agguato ci siano rancori legati alla vendita di auto rubate.

Amalia Sepe, ricoverata al Cardarelli, oggi verrà operata per l'asportazione dei due proiettili. Suo figlio – colpito solo di striscio – è stato sentito dagli inquirenti.

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